Xavier de Le Rue
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Come in un brutto film

Il 28 marzo 2008, durante un servizio fotografico, il professionista dello snowboard e plurivincitore del Freeride World Tour, Xavier de Le Rue, ha scatenato una valanga a Orsières, in Svizzera, ed è stato trascinato per oltre due chilometri.

"All'inizio ho pensato di riuscire a seminare il mostro alle mie spalle. Ho accelerato fino a raggiungere una velocità davvero elevata e poi ho notato le spaccature sotto la tavola. L'intero pendio è franato nel giro di frazioni di secondo." Solo allora Xavier ha l'intuizione di attivare il suo airbag da valanga. Nessuno crede che possa essere ancora vivo.

Con l'ausilio dell'elicottero e grazie a Henrik Windstedt, il suo compagno di squadra, viene ritrovato dopo 10 minuti in cima a una montagna di 6 metri di neve compressa accumulati dalla valanga. Ha perso i sensi e ha la bocca e il naso otturati dalla neve. Xavier sopravvive all'incidente quasi illeso:

"è veramente un miracolo che oggi io possa essere qui. Sono profondamente convinto che mi sono salvato per fortuna. Una parte di questa fortuna è stato indossare l'airbag da valanga ABS."

Qui puoi vedere il rapporto dettagliato di Xavier direttamente dopo l'incidente: http://www.youtube.com/watch?feature=player_embedded&v=_C_P2Nd0xwY

Su di lui

La passione e le abilità di Xavier per il freeride hanno destato curiosità in tutto il mondo. Non si limita solamente a vantare più titoli (3) come campione del Freeride World Tour e dei campionati Snowboard Cross World (4), bensì si è aggiudicato anche altri prestigiosi premi nel mondo dello snowboard. Tra i più importanti si ricordano il "Biggest Guts" in occasione del festival The Reels Festival, lo "Stand out of the year" del TransWorld SNOWboarding Rider Poll e il premio come "Big Mountain of The Year" riconosciuto dallo Snowboarder Magazine.

È stato protagonista del film dedicato al freeride 'Deeper' e del documentario 'Lives of the Artist'. Nell'autunno del 2013 Xavier sarà presente nella produzione 'Into the minds' firmata Sherpas Cinema e nel documentario ad alta tensione 'Mission Antarctic'.